Gli uomini amano le donne. Maurizio Magnani ama tutto ciò che le donne rappresentano. La forza generatrice insita nell’essere femminile, la capacità intuitiva, la saggezza, la bontà d’animo, la caparbietà di sostenere i momenti difficili.
Magnani ha approfondito la visione della donna nella mitologia, della quale è appassionato, ritraendo figure femminili, in un passaggio senza tempo tra la donna del passato e la donna odierna. La parvenza mitologica delle Dee è espressa dall’abilità dell’artista, nel soffermarsi su un dettaglio che ne richiami l’essenza della loro storia.
Chimera, dal duplice sguardo accattivante e velatamente minaccioso, è accompagnata dalla figura di un piccolo drago, posizionato in un cantuccio del dipinto, pronto a sputar fuoco in qualsiasi momento, senza preavviso. L’aria è densa, densa del fumo che potrebbe formarsi da un momento all’altro. Le fanciulle sono tutte bellissime, le espressioni possono essere profonde, delicate, ammaliatrici. Indossano sorrisi, forme sinuose e pochi panneggi, dalle tonalità rossastre, a velare le parti del desiderio.
Magnani predilige lavorare con le terre naturali, passando per le diverse gradazioni di marrone, ai rossi, ai gialli, fino alla sperimentazione di nuove possibilità: far gocciolare la tinteggiatura dall’alto. Una forma di ricercatezza che la goccia di colore cadendo, abbandonata alla forza di gravità, si adagia naturalmente sullo spazio della tela, dando forma alla visione che aiuta a sentirsi più uomini o donne. Sono opere ad effetto materico per un risultato misterioso, di corpi in semiombra, del quale si odora l’esistenza, la presenza calda, che allontano o avvicinano.
Come i moniti insiti nella mitologia, ti gratificano o ti puniscono, a seconda della condotta. |